Biscotti vegan con amaranto soffiato e gocce di cioccolato Amaranto, a metà tra un legume e un cereale, per un pieno di salute
Tra i temi di marzo ci sono anche i “granelli insoliti“: eccomi qui dunque a parlarvi di biscotti all’amaranto soffiato.
L’amaranto, pianta originaria del Perù, è considerata uno pseudocereale. Si tratta in realtà della semenza di una bianca con fiori appariscenti e bellissimi, per l’appunto color “amaranto”. Il nome deriva dal greco e significa “che non appassisce mai”.
Conosciuto da migliaia di anni presso le civiltà precolombiane, l’amaranto sta attraversando una vera e propria riscoperta per le tante proprietà salutari.
Proprietà e calorie
L’amaranto assomiglia al miglio nella forma, ma non è un cereale. Per le sue proprietà si può dire che si trova a metà tra i cereali e i legumi.
È naturalemente privo di glutine, ma ha molti più aminoacidi dei cereali glutenfree, in particolare contiene lisina, di cui i cereali sono carenti e che è presente di solito nelle leguminacee.
In più l’amaranto è una fonte di vitamina E, vitamina B6, niacina e folacina. Per quanto riguarda i minerali vi troviamo calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, selenio, manganese, rame e zinco.
L’amaranto è molto digeribile ed è adatto a tutti, in più contiene fitosteroli, che tendono ad abbassare il colesterolo cattivo e aumentare quello buono, e fibra.
L’amaranto è anche un alleato della dieta, poiché 100 g sono estremamente nutrienti ma apportano solo 102 calorie e 2 grammi soltanto di grassi. Il consiglio è quello di aggiungerlo a zuppe di verdura o di farne polpettine, ricordando di sciacquarlo molto bene prima dell’uso, altrimenti in cottura diventa colloso.
Un po’ di storia
Si pensa che esistesse una pianta conosciuta dai Greci, utilizzata in rituali sacri e alla quale i Romani attribuivano la proprietà di tener lontana invidia e malasorte. Ma il vero amaranto giunse in Europa solo dopo la scoperta delle civiltà precolombiane, quindi quella conosciuta dai Greci era in realtà una pianta simile al crisantemo.
Nei territori d’origine l’amaranto veniva chiamato “Grano degli Dei” dagli Atzechi e kiwicha “Piccolo Gigante” dagli Incas. Anche i Maya lo utilizzavano come nutrimento, ma era anche importante per i rituali religiosi.
La diffusione in Centro America subì unabattuta d’arresto con l’arrivo dei conquistadores, poiché essi tentavano di imporre le coltivazioni europee e contemporaneamente tentavano di disgregare le comunità religiose imponendo il cattolicesimo.
La riscoperta dell’amaranto si ebbe soltanto negli anni ’70 del ‘900.
L’amaranto soffiato
Come scrivevo in precedenza, l’amaranto come la quinoa è adatto alle zuppe e alle polpettine. Ma un uso completamente alternativo e gustoso è quello di farlo “scoppiare” come si fa con i popcorn e mangiarlo al naturale o usarlo in altre preparazioni, come questi gustosi biscottini.
L’amaranto soffiato si trova anche già pronto, ma è talmente facile farlo in casa che potete anhce partire da quello in granelli.
È sufficiente scaldare molto bene una padella antiaderente e poi versarvi un cucchiaio raso di semini di amaranto: quasi subito inizieranno ad esplodere e quindi coprite subito con un coperchio e sentirete un sottile scoppiettio. Agitate la padella, in modo che esplodano tutti o il più possibile e poi rovesciateli subito in un piatto.
Se non iniziano subito a scoppiare significa che la padella non era abbastanza calda.
L’unica accortezza è quella di agire molto velocemente, altrimenti l’amaranto soffiato si scurisce e brucia.
- amaranto soffiato 30 g
- farina di farro 55 g
- nocciole 30 g
- lievito per dolci 3 g
- zucchero di canna 50 g
- cioccolato in gocce o scaglie 20 g
- succo di mela (o di arancia) 60 g
- olio di semi di mais 20 g
- Se partite dall'amaranto in semi, procedete con la soffiatura come spiegato sopra. L'amaranto soffiato si presenta più voluminoso e bianco, proprio come fosse un minuscolo pop corn.
- Mettete in una ciotola tutti gli ingredienti secchi e mescolate accuratamente; per ultimi aggiungete l'olio e il succo. Otterrete così un impasto lavorabile, da tenere al fresco per una ventina di minuti.
- Scaldate il forno a 180°C e ricavate tante palline di impasto della dimensione di una piccola noce. Schiacciatele poi con il fondo di un bicchiere per ottenere dei biscotti tondi.
- Infornate per circa 13 minuti o fino a leggera doratura.
Questa cosa del far scoppiare l’amaranto come i pop corn la devo provare!! Grazie della dritta!
Sono popcorn nello scoppiettio, ma talmente piccini che fanno ridere! 😀
Mai provato l’amaranto in preparazioni dolci e poi questa cosa di farlo scoppiettare… mi diverte tanto. ^_^
Mi piace molto questa ricetta, la aggiungo all’alenco delle ricette da provare! 😉
Valentina
Grazie Valentina! L’unica accortezza è di agire velocissimamente, perché la padella deve essere molto calda, ma poi una volta scoppiato brucia in fretta poiché è molto piccolo! Fammi sapere se la provi! 😀