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Piccole tartelettes Bordalue In rue Bordalue a Parigi verso la fine del XIX secolo...

tarte bordalue
 Da un po’ avevo in testa di iniziare una rubrica sui dolci francesi.

Quando sono stata a Parigi, a marzo, era la prima volta che ci andavo da foodies golosona… probabilmente per questo motivo durante la visita precedente non avevo realizzato che Parigi è un’enorme pasticceria a cielo aperto.

Ad ogni angolo di strada un negozio di prelibatezze dolci; ogni boulangerie ha il suo angolo di vetrina dedicato al dolce, con pezzi non solo buoni, ma bellissimi da vedere; ogni sala da thé ha un’incredibile assortimento di tortine monoporzioni, sculture troppo preziose per essere fatte a fette.
Purtroppo i parigini compensano questa variopinta ricchezza di dolcetti con un’assoluta carenza di incarti adatti a contenerli

Carenza di incarti davanti a cotanta meraviglia

Proprio come la baguette viene messa in un sacchettino che ne copre a malapena un terzo, così una delicatissima e traballante tarte au citron, viene adagiata su uno di quei tovagliolini lucidi da bar e poi infilata di malagrazia in un sacchetto…così che il viaggio di ritorno dalla boulangerie si può trasformare in una vera gara di destrezza per non trasformare il dolcetto in un “robo” sbriciolato e scomposto.
L’osservazione delle vetrine, con quadernetto d’appunti  e macchina fotografica è però d’obbligo per chi vuole emulare…
Comincio così questo viaggio traballante – traballante perchè non avrà una cadenza regolare – che approfondirà la pasticceria francese di tradizione, perchè al di là di nomi e procedimenti altisonanti, ci sono dolcetti estremamente semplici e fattibili…ma deliziosi!

La storia della tarte Bordalue

La torta Bordalue prende il suo nome dalla via in cui è nata. In rue Bordalue a Parigi verso la fine del XIX secolo c’era una pasticceria, Lesserteur, che ebbe proprio il merito intorno al 1890 di creare questo straordinario connubio di sapori.
La ricetta originale prevedeva un ripieno composto da farina di mandorle, zucchero, tuorli, fecola e bianchi montati a neve, poi glassato all’arancia amara.
Altre voci sostengono che l’invenzione dell’antenata dalla Bordalue si deve al pasticcere Fasquelle, che proprio nella stessa via, mescolò polvere di nocciole e di mandorle con uova e zucchero per dare il via a questo straordinario ripieno, nappato in superficie con una pennellata di confettura di albicocca.
Pare che all’inizio le pere sciroppate venissero poste intere sul ripieno, ma che in questo modo si trovassero a svettare eccessivamente sul resto della torta e quindi, per una questione estetica, furono soppiantate da mezze pere.

Una nuova ricetta

La ricetta attuale è infine menzionata ne Le grand livre de la cuisine di Montagné e Salles del 1929 in una forma più simile all’attuale: una base di pasta frolla, una crema frangipane alle mandorle (o spesso ai macarons sbriciolati) e un frutto adagiato in superficie. Un frutto… non solo pere dunque, ma anche mezze pesche o mezze albicocche, frutti che, tra l’altro, trovano un’espressione perfetta con la crema di mandorle. Alcuni testi parlano addirittura di fichi o di marroni…insomma chi più ne ha più ne metta. La verità è che questa è la madre di tutte le tartelettes!

Vediamo come si fa

La tradizione vuole che le tortine, una volta raffreddate vengano nappate con confettura di albicocche molto diluita. 
 

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