Strauben, frittelle di montagna Golosa merenda o sfizioso spuntino
Gli strauben sono semplicissime frittelle diffuse in Tirolo e Baviera e con altri nomi, ma ingredienti uguali, anche in Trentino e valli ladine: la loro particolarità è quella di avere una curiosa forma a spirale.
Il nome
Il loro nome deriva proprio dalla forma infatti straub è in tedesco la radice che indica “tortuoso, contorto, arricciato”. Le stesse frittelle in Trentino sono dette straboi o stromboi, o altri nomi simili, e nelle valli ladine prendono il nome di fortaia.
Come si fanno gli strauben?
Si formano in una padella larga con l’olio portato a temperatura, muovendo l’apposito strumento, che è poi una sorta di imbuto che si chiude nella parte inferiore con una levetta, in senso circolare, formando una spirale di pastella, abbastanza disordinata. Fritta da entrambi i lati, si serve poi calda, insaporita con zucchero e confettura abbastanza fluida. La confettura scelta è quella di frutti di bosco, talvolta sono addirittura frutti di bosco solo schiacciati con poco zucchero, per conferire dolcezza e acidità insieme.
Ho trovato anche ricette con lievito o birra, ma l’originale è quella più semplice, preparata con prodotti poveri di montagna che si potevano trovare sempre.
Gli strauben infatti non si preparano solo a Carnevale, ma rappresentano una merenda golosissima tutto l’anno.
La ricetta
Per 8 frittelle grandi:
farina 120 g
latte 200 ml
zucchero 50 g
uova 2
grappa 20 ml
burro 20 g
Stemperate la farina nel latte, eliminando tutti i grumi. Poi scioglietevi lo zucchero e aggiungete il burro fuso fatto raffreddare, la grappa e i tuorli.
Da parte montate a neve gli albumi e poi aggiungeteli all’impasto con delicatezza senza smontare il tutto.
Portate l’olio in una padella larga a 170°C. Se non avete il termometro, potete usare il manico di un cucchiaio di legno; immergetelo in verticale al centro per controllare quando si formano delle piccole bollicine tutto attorno: allora l’olio è a temperatura.
Se non avete lo strumento apposito, potete tappare il buco di un imbuto con un foglio di carta da cucina arrotolato. POi riempite l’imbuto con un cucchiaio di pastella. Quando l’olio è caldo, ponetevi sopra la padella e togliete la carta, facendo colare l’impasto con un movimento circolare che formi una spirale contorta.
Una volta dorata la frittella da un lato, giratela delicatamente e fatela dorare dall’altro lato.
Deponete su carta assorbente, prima di servire, spolverata con zucchero a velo, confettura fluida di lamponi o ribes o altri frutti di bosco e i frutti stessi, invece, freschi.
Che buone queste frittelle di montagna 😋 sai che non le conoscevo? Mi piace l’idea che non sino frittelle prettamente legate al carnevale quindi non ho scuse 😂😂😂 per la cronaca quest’anno non ho fritto!! Complimenti cara per tutto! Baci!
Grazie cara Ros, e certo, loro stanno in montagna e possono permettersi di friggere ogni volta che gli va… tanto il freddo brucia i grassi! 😀 😀 Un abbraccio grande!
Eccoli! No non li conoscevo ma credo me ne abbia parlato una mia amica: mi aveva accennato recentemente ad un dolce fritto che aveva mangiato in Trentino per fare il quale c’è un attrezzo apposito. E mi ha detto che sono una goduria. E non ho dubbi.
Sì c’è un attrezzo apposito che deve essere molto più comodo… Ma per provarle ci si arrangia con un imbuto, magari rischiando di sporcare un po’ i fornelli! 😀 Grazie per essere passata di qui! 🙂